Riforma condominio 2026

Pagano tutti per i morosi

Riforma condominio 2026

RIFORMA CONDOMINIO 2026, PAGANO TUTTI PER I MOROSI: MA E’ GIA’ SCONTRO APERTO

Immaginate di aprire la cassetta della posta – o l’email – e scoprire che dovrete pagare anche per chi, nel vostro condominio, non ha mai versato la sua quota. Fantascienza? Forse no. È proprio questo il cuore della proposta di riforma del condominio 2026, che sta già facendo discutere politica, amministratori e proprietari di casa in tutta Italia.

La proposta di legge, presentata alla Camera da alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, punta a cambiare in modo significativo le regole del vivere in condominio. Ma invece di unire, sta dividendo: lo scontro è aperto persino all’interno della stessa maggioranza.

Il punto più delicato riguarda i condòmini morosi. Se la riforma dovesse passare così com’è, i creditori – come fornitori o imprese – potrebbero rivalersi non solo sui morosi e sul conto corrente condominiale, ma anche su chi è sempre stato in regola con i pagamenti. In pratica, tutti potrebbero essere chiamati a coprire il debito, ciascuno in proporzione alla propria quota. Chi paga potrà poi rivalersi sul moroso, ma nel frattempo il conto rischia di arrivare comunque.

Non è l’unica novità destinata a far discutere. La riforma introduce requisiti molto più stringenti per diventare amministratore di condominio: sarebbe necessaria una laurea (almeno triennale) in ambito economico, giuridico, tecnologico o scientifico. Fanno eccezione solo alcuni professionisti già iscritti a specifici albi. Inoltre, gli amministratori dovranno essere iscritti in un elenco ufficiale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’incarico resta annuale, con rinnovo automatico, ma con tempi certi per il passaggio di consegne in caso di revoca.

Nei condomini più grandi, con oltre 20 unità, arriva anche la figura del revisore contabile. Il suo compito sarà controllare la correttezza dei rendiconti trimestrali. Se l’assemblea non provvede alla nomina, interviene l’autorità giudiziaria. Anche per il revisore è prevista l’iscrizione a un elenco ministeriale, con sanzioni economiche per chi opera senza requisiti.

Un altro punto fermo della riforma è la tracciabilità totale dei pagamenti: tutto dovrà passare dal conto corrente condominiale. I pagamenti diretti ai fornitori non basteranno più a considerarsi in regola con il condominio.

Non sorprende, quindi, che la proposta non piaccia quasi a nessuno. La Lega ha già espresso forti perplessità, mentre da Forza Italia arriva un messaggio chiaro: “Non può pagare chi non è moroso”. Anche Fratelli d’Italia parla ora di confronto e di possibili modifiche, ammettendo che senza un equilibrio la riforma potrebbe non andare avanti.

E allora, quando entrerà in vigore la riforma del condominio? Difficile dirlo. La proposta arriva a distanza di quasi 13 anni dall’ultima riforma e, viste le critiche, è molto probabile che il testo venga rivisto prima di proseguire il suo iter parlamentare.

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