Quanto ci costa il futuro green del patrimonio immobiliare

Emissioni Zero entro il 2050

Quanto ci costa il futuro green del patrimonio immobiliare

27 gennaio 2023

Fonte: Mutuionline – Autore Paola Campanelli

In Italia su 12,2 milioni di edifici residenziali, oltre 9 milioni non sono in grado di garantire le performance energetiche indicate dalle direttive europee nei tempi brevi previsti, perché avrebbero bisogno di interventi strutturali lunghi e molto costosi.

Case efficienti e a emissioni zero entro il 2050: è quanto auspica l’Unione europea, partendo da una direttiva che passerà all’esame della Commissione energia il prossimo 9 febbraio.

La bozza di revisione stabilisce i termini entro i quali la totalità degli immobili dovrà essere energeticamente efficiente. Tutte le nuove costruzioni dovranno essere in classe energetica A o B, mentre per gli immobili esistenti un piano porta progressivamente alla ristrutturazione: obiettivo classe E entro il 2030 e classe D entro il 2033, fino ad arrivare a un taglio totale delle emissioni inquinanti per il 2050.

Fanno eccezione alcuni edifici, come i luoghi di culto, i palazzi storici, gli edifici utilizzati a scopo di difesa.

Lo stato di obsolescenza del patrimonio immobiliare italiano

Un obiettivo molto ambizioso per il nostro patrimonio immobiliare, che conta almeno il 60% delle case in classe G e F, ma anche una spesa che potrebbe rivelarsi insostenibile per molti proprietari di case. Il mancato adeguamento alla legge potrebbe portare sanzioni e, come conseguenza, la perdita di valore degli immobili.

Una casa efficiente è fonte di risparmio e taglio dei costi in bolletta, oltre che amica dell’ambiente; è anche un investimento prezioso che acquisterà valore crescente nel tempo. Tuttavia, se si possiede un immobile che ha una classe energetica bassa, renderlo green non è semplice ma comporta un consistente impiego di risorse.Scopri la convenienza del mutuo greenFAI SUBITO UN PREVENTIVO

I dubbi di Ance sugli obiettivi della direttiva Ue

Secondo Ance, l’Associazione dei costruttori, su 12,2 milioni di edifici residenziali, oltre 9 milioni non sono in grado di garantire le performance energetiche indicate dalle nuove direttive e soprattutto nei tempi brevi previsti, perché avrebbero bisogno di interventi strutturali lunghi e molto costosi.

Il rispetto dei tempi dettati dalla Direttiva comporterebbe la ristrutturazione in pochi anni di migliaia di edifici residenziali, senza escludere che non sempre è possibile raggiungere la classe superiore.

Il costo insostenibile non sarebbe solo per i proprietari delle case, che non potrebbero affrontare la spesa senza l’aiuto di massicce agevolazioni fiscali, ma anche per lo Stato che dovrebbe finanziarle. Si può con giusta ragione valutare una mobilitazione di risorse pari a quella che è stata necessaria per il Superbonus 110%, il maxi sconto fiscale a chi interviene in casa con lavori di riqualificazione energetica che comportino un salto di almeno due classi, certificato e attestato da nuovo Ape.

Comparando i due tipi di intervento, i dati Enea riportano che il Superbonus è costato allo Stato 62,5 miliardi di euro al 31 dicembre 2022. Allo stesso modo, considerando che i due terzi degli immobili sul territorio italiano ha bisogno di interventi strutturali per arrivare a una classe energetica secondo gli standard stabiliti dalla Direttiva europea (8 milioni di immobili), la spesa media che dovrebbe affrontare ogni privato per conseguire l’obiettivo richiesto è di 100.000 euro a immobile.

Accrescere il valore della casa con un mutuo green

Una casa efficiente non è solo la soluzione migliore per l’ambiente e per gli obblighi a cui siamo chiamati tutti ad adempiere in nome della salvaguardia del pianeta, ma è anche fonte di grande risparmio in bolletta e un’opportunità per fare acquisire valore alla proprietà.

Per chi volesse intervenire in casa con lavori di efficientamento energetico, le banche offrono mutui green a condizioni agevolate, proprio nella logica della destinazione virtuosa del finanziamento.

Aiutandosi con il comparatore MutuiOnline.it, troviamo l’offerta migliore del mercato in questo momento.

È il mutuo verde di Banco BPM che nell’opzione a tasso fisso prevede una rata mensile di € 778,02, Tan 3,23%, Taeg 3,44%, spese di istruttoria € 1.000 e perizia € 320 (simulazione per un impiegato di 35 anni residente a Milano, importo mutuo 160.000 euro, valore immobile 230.000 euro, durata mutuo 25 anni).

Acquisto Tasso Fisso Las minute Green prevede la possibilità di utilizzare per una volta nel corso del mutuo la clausola Green Factor, una riduzione del tasso di interesse (o dello spread applicato, se in regime di tasso variabile) pari a 0,10 punti percentuali, qualora il cliente fornisca alla Banca un nuovo Attestato di Prestazione Energetica (APE) che attesti il miglioramento di almeno due classi energetiche, oppure un indice di Prestazione Energetica non rinnovabile Globale inferiore almeno del 30% rispetto a quello risultante dall’APE ante lavori. A cura di: Paola Campanelli

Menu
Ricerca
Chiamaci
Scrivici
Whatsapp