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Direttiva Case Green: l'Italia è in ritardo, ma cosa rischia davvero chi possiede un immobile? È vero che dal 2030 non si potranno più vendere le case in classe energetica bassa? Spoiler: No. Ma mentre l'Europa avanza e la disinformazione crea allarmismi, l'Italia si trova di fronte a un importante stallo normativo. A che punto siamo in Italia? Nonostante la scadenza per il recepimento della direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) fosse fissata per il 29 maggio 2026, l'Italia non ha ancora definito il quadro nazionale. Mancata anche la consegna della bozza del piano di ristrutturazione a Bruxelles, per il nostro Paese è scattata la procedura d'infrazione. Attualmente mancano ancora indicazioni chiare su:
Sfatiamo i falsi miti: cosa prevede davvero l'UE? La direttiva non impone sanzioni dirette sui singoli proprietari né blocchi compravendita per le classi F o G. Gli obiettivi sono generali e a livello nazionale:
Cosa è già cambiato: le novità dell'APE Mentre si attendono le decisioni del Governo sugli incentivi, una novità concreta è già arrivata: dal 3 giugno 2026 sono in vigore i nuovi Requisiti Minimi per l'Attestato di Prestazione Energetica (APE), con una nuova scala di classificazione e un calcolo più preciso dei consumi e delle fonti rinnovabili. (Nota: gli APE già emessi mantengono la loro naturale validità fino a scadenza). La parola a voi! Il settore bancario (ABI) sta spingendo per facilitare l'accesso al credito sostenibile, ma l'incertezza sui bonus frena i proprietari. E voi come vi state regolando? State pianificando interventi di efficientamento per la vostra abitazione o preferite attendere chiarimenti sui nuovi incentivi statali? Contattaci e ti aiuteremo a sceglie la casa giusta! #CaseGreen #DirettivaEPBD #ImmobiliItalia #EfficientamentoEnergetico #APE2026 #MercatoImmobiliare #TransizioneEcologica #CasaSostenibile |
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