Il tuo immobile presenta piccole difformità edilizie? O stai pensando di venderlo ma temi irregolarità urbanistiche?
Con il Decreto Salva Casa (D.L. 69/2024, convertito nella Legge 105/2024) sono cambiate le regole sulla regolarizzazione degli immobili. L’obiettivo? Bilanciare il contrasto all’abusivismo con procedure più accessibili, rapide e proporzionate, riducendo contenziosi e favorendo la rigenerazione urbana.
Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione dell’articolo 36-bis nel D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia): una svolta per chi ha difformità parziali o variazioni essenziali sanabili.
Cosa cambia concretamente?
Difformità parziali (es. spostamento tramezzi, lievi modifiche interne)?
Oggi possono essere regolarizzate con SCIA in sanatoria, con sanzione proporzionata al maggior valore dell’immobile.
Variazioni essenziali?
Possibile il permesso in accertamento di conformità condizionato, con una doppia conformità attenuata (non più simmetrica come previsto dall’art. 36), e con il principio del silenzio-assenso salvo vincoli.
Mere omissioni di comunicazione?
Resta la CILA in sanatoria (art. 6-bis), con sanzione fissa e efficacia immediata.
Inoltre, grazie alle tolleranze costruttive dell’art. 34-bis (dal 2% al 6% in base alla superficie), molti scostamenti non richiedono nemmeno una vera sanatoria.
Attenzione però: le nuove regole non sanano abusi totali o interventi incompatibili con vincoli assoluti, e in alcune Regioni – come la Sicilia – sono previste specifiche disposizioni locali.
Perché è importante per chi vende o acquista?
Un immobile non conforme può:
Oggi, però, molte situazioni che prima sembravano irrisolvibili possono trovare una soluzione più rapida e sostenibile.
Vuoi sapere se il tuo immobile è regolarizzabile secondo le nuove norme?
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